Madre Teresa e l’Albania

Molti turisti scoprono solo atterrando all’Aeroporto Madre Teresa di Tirana, le origini albanesi di questa straordinaria figura del ‘900. Madre Teresa, al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu, nacque nel 1910 a Skopje (allora impero ottomano, oggi Macedonia) da padre di Mirdita e madre di Gjakova. Rimasta orfana di padre in giovanissima età, Anjëzë divenne suora e lasciò i Balcani, senza potervi tornare fino agli anni ’90, mentre la sua famiglia visse in Albania (a Scutari si può visitare la casa in cui la famiglia visse negli anni ’30). Il legame con la sua terra fu sempre intenso, tanto è vero che appena cadde il regime comunista, Madre Teresa volle recarsi subito in Albania, per aprire delle missioni della congregazione delle Missionarie della Carità (ordine da lei fondato nel 1950 a Calcutta). Durante una delle sue permanenze in Albania, Madre Teresa poté ricevere il passaporto albanese, onorando così la sua patria e la sua famiglia. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1997, ogni città albanese ha ricordato questa amatissima religiosa dedicandole una piazza, una via o una statua e alcuni politici si sono spinti oltre, sostenendo che le sue spoglie mortali avrebbero dovuto riposare nel cimitero di Tirana, accanto alla madre e alla sorella, piuttosto che a Calcutta.  Sicuramente per l’Albania un’iniziativa di questo tipo potrebbe essere positiva dal punto di vista turistico ma non va dimenticato che la religiosa disse di se “Per sangue, sono albanese. Per cittadinanza, sono indiana. Per fede, sono una suora cattolica. Per chiamata, appartengo al mondo” .

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